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Il trattamento ai fini IVA degli interventi di manutenzione su coperture di fabbricati

Il rifacimento del terrazzo, che si presume sia a servizio dell’abitazione (ovvero una sua pertinenza che, ai sensi dell’articolo 817 del Codice civile, consiste in cosa destinata in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa, senza costituirne parte integrante e senza rappresentare elemento indispensabile per la sua esistenza, ma in modo da accrescerne l’utilità o il pregio) con posa della guaina isolante e successiva nuova pavimentazione in pietra di Luserna, concretizza un intervento edilizio rientrante nel concetto di "manutenzione straordinaria" (ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera b) del D.P.R. n. 380/2001 sono "interventi di manutenzione straordinaria, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso"). L’appalto per i lavori appena indicati soggiace pertanto all’aliquota IVA agevolata del 10% ai sensi dell’articolo 7, comma 1, lettera b) della Legge 23 dicembre 1999, n. 488 (Legge Finanziaria per l’anno 2000) ed s.m.i. (ma anche se fosse ordinaria sarebbe lo stesso, ai fini IVA) eseguita su fabbricato a prevalente utilizzo abitativo [si ritiene opportuno ricordare che la locuzione utilizzata dalla norma in parola, ovvero "fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata" ricomprende le seguenti fattispecie:

  • Singole unità immobiliari a destinazione abitativa (categorie catastali da A1 ad A11, escluso A10), a prescindere dall’effettivo utilizzo, e relative pertinenze
  • Interi fabbricati con pi&uograve; del 50% della superficie dei piani sopra terra destinati ad abitazione privata (non è necessario che ricorra l’altra condizione richiesta dalla legge n. 408 del 1949 – c.d. Tupini - ossia che la superficie destinata a negozi non ecceda il 25% della superficie dei piani sopra terra)

Con la Circolare del 7 aprile 2000, n.71/E Ministero delle Finanze sono poi state fornite ulteriori precisazioni relativamente alle modalità di applicazione dell’articolo 1, comma 1, lettera b) della Legge 23 dicembre 1999, n.488. Con riferimento agli immobili che fruiscono dell’agevolazione il citato documento di prassi precisa che la riduzione di aliquota al fine IVA si applica:

  • Agli interventi eseguiti su immobili accatastati come abitazioni (da A/1 a A/11, con esclusione degli A/10) anche nell’ipotesi in cui l’edificio sia a prevalente destinazione non abitativa
  • Agli interventi eseguiti sulle parti comuni degli edifici a prevalente destinazione abitativa, intendendosi per tali quelli nei quali oltre il 50% della superficie sopra terra sia destinata ad uso abitativo privato. Restano esclusi gli interventi eseguiti su unità immobiliari a destinazione non abitativa ancorché facenti parte di edifici a prevalente destinazione abitativa
  • Agli interventi di manutenzione ordinaria (e straordinaria) eseguiti su edifici di edilizia residenziale pubblica a prevalente destinazione abitativa. Infatti, il riferimento agli edifici "a prevalente destinazione abitativa privata" non è riferito alla natura pubblica o privata del possessore dell’immobile, ma alla circostanza che questo venga adibito a dimora di soggetti privati
  • Agli interventi di manutenzione ordinaria (e straordinaria) eseguiti su edifici assimilati alle case di abitazione non di lusso che costituiscono stabili residenze per collettività (orfanotrofi, ospizi, bretrofi, conventi)
  • Agli interventi eseguiti sulle pertinenze delle abitazioni anche se le stesse sono situate in un edificio non a prevalente destinazione abitativa

La circostanza che sia una cosiddetta "seconda casa" per nulla influisce ai fini IVA in quanto gli interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria sono soggetti all’aliquota IVA del 10% (con la regola dei "beni significativi") indipendentemente dal fatto che si tratti di "prima casa" o altra casa.

 

Redazione AGEFIS

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