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Qualche ulteriore riflessione sull’istituto del deposito prezzo

Come noto con l’articolo 1, comma 63 e seguenti della Legge n. 124/2017 è stato creato l’istituto del cosiddetto "deposito prezzo" in relazione alla possibilità, per una qualsiasi delle parti coinvolte nel contratto di compravendita, di optare per il deposito del corrispettivo ancora pendente presso un conto bancario dedicato acceso dal notaio rogante presso un Istituto di Credito, corrispettivo che verrà liberato e corrisposto alla parte venditrice dopo che saranno adempiute le formalità pubblicitarie connesse alla compravendita.

La prima delle considerazioni necessarie riguarda la "novità" dell’istituto, novità che tale non è, né sul panorama della legislazione europea in materia di trasferimenti immobiliari (in Francia, ad esempio, il deposito delle somme relative ad una compravendita immobiliare presso il notaio che si occuperà di rogare l’atto è prassi consolidata da decenni) e nemmeno nell’ambito della legislazione italiana: infatti, fermo restando che il deposito del prezzo presso il notaio rogante è sempre stata una possibilità contrattuale delle parti coinvolte in una compravendita (anche se mai, o quasi, azionata specie nell’ambito delle comuni compravendite immobiliari) va opportunamente ricordato che il legislatore, con la Legge 27 dicembre 2013, n.147 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014), era già intervenuto per introdurre quello che in allora era un vero e proprio obbligo (e non un’opzione come nell’ambito dell’articolo 1, comma 63 e seguenti della Legge n. 124/2017 in commento): la norma, infatti, stabiliva, in sostanza, che il prezzo della compravendita non dovesse essere più pagato direttamente dall’acquirente al venditore, ma consegnato al notaio, il quale era tenuto a versarlo in un conto speciale, unitamente alle imposte e agli onorari, e a svincolarlo al venditore solo dopo l’esecuzione delle formalità di registrazione e trascrizione (articolo 1, comma 63: "Il notaio o altro pubblico ufficiale è tenuto a versare su apposito conto corrente dedicato: a) tutte le somme dovute a titolo di onorari, diritti, accessori, rimborsi spese e contributi, nonché a titolo di tributi per i quali il medesimo sia sostituto o responsabile d’imposta, in relazione agli atti dallo stesso ricevuti o autenticati e soggetti a pubblicità immobiliare, ovvero in relazione ad attività e prestazioni per le quali lo stesso sia delegato dall’autorità giudiziaria; b) ogni altra somma affidatagli e soggetta ad obbligo di annotazione nel registro delle somme e dei valori di cui alla legge 22 gennaio 1934, n. 64, comprese le somme dovute a titolo di imposta in relazione a dichiarazioni di successione; c) l’intero prezzo o corrispettivo, ovvero il saldo degli stessi, se determinato in denaro, oltre alle somme destinate ad estinzione delle spese condominiali non pagate o di altri oneri dovuti in occasione del ricevimento o dell’autenticazione, di contratti di trasferimento della proprietà o di trasferimento, costituzione o destinazione di altro diritto reale su immobili o aziende").

La previsione della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 non è tuttavia mai entrata in vigore essendo subordinata all’emanazione, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge (1° gennaio 2014), di un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro della Giustizia, sentito il parere del Consiglio nazionale del notariato, il cui scopo avrebbe dovuto essere la definizione dei termini, condizioni e modalità di attuazione della norma di legge: decreto che, come noto, non è mai stato emanata paralizzando così la possibilità di dare attuazione a quanto previsto dal Legislatore. Si è scelto quindi di promulgare un nuovo testo legislativo, marginalmente differente dal precedente. Il comma 67, in riferimento all’utilizzo degli interessi maturati sul conto dedicato acceso dal notaio stabilisce che essi siano finalizzati "a rifinanziare i fondi di credito agevolato destinati ai finanziamenti alle piccole e medie imprese, secondo le modalità e i termini individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione". Inoltre entro lo stesso termine il Consiglio nazionale del notariato dovrebbe elaborare, ai sensi della lettera f) dell’articolo 2 della Legge 3 agosto 1949, n. 577, e successive modificazioni, principi di deontologia destinati a individuare le migliori prassi al fine di garantire l’adempimento regolare, tempestivo e trasparente di quanto previsto dalla norma in commento. Sarà da vedere se gli adempimenti citati verranno effettivamente rispettati ed in quali tempi e se eventuali inadempienze avranno effetti bloccanti sull’effettiva entrata in vigore delle disposizioni previste (la Legge n. 124/2017 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale n.189 del 14 agosto2017. Alla data di redazione di queste note 2 ottobre 2017 nulla è ancora trapelato in merito).

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Redazione AGEFIS

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