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Validità dell’avviso di accertamento

Breve n. 204 - 08/09/2017


 

 



Secondo la Suprema Corte di Cassazione l’avviso di accertamento che è stato spedito tramite raccomandata all’indirizzo di residenza estero del contribuente è valido.

Lo conferma l’ordinanza n. 20256 emanata il 22 agosto u.s. con cui i supremi giudici hanno accolto il ricorso presentato da parte dell’Agenzia delle Entrate, che aveva spedito una raccomandata a Ginevra, residenza estera di un contribuente non residente né dimorante o domiciliato nello Stato Italiano, per notificare un avviso di accertamento ai fini IRAP relativo all’anno 2008. secondo il parere della Suprema Corte, in caso di notifica di un atto come quello in esame, ai sensi dell’articolo 60, comma 4 del D.P.R. n. 600/1973 è previsto si prevede, in alternativa a quanto viene disposto dall’articolo 142 del Codice di Procedura Civile, la notifica ai contribuenti non residenti in Italia è "validamente effettuata mediante spedizione di lettera raccomandata con avviso di ricevimento all’indirizzo della residenza estera rilevato dai registri dell’Anagrafe degli Italiani residenti all’Estero".

Inoltre, nulla rileva che il contribuente sia residente in un paese UE o extra UE, come nel caso della Svizzera.

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Redazione AGEFIS

 

 

Suprema Corte di Cassazione – Ordinanza 22 agosto 2017 – n. 20256

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