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I disservizi dell’attività di raccolta dei rifiuti giustificano una riduzione della tariffa

Breve n. 221 - 18/10/2017


 

 



Secondo quanto stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione l’utente ha diritto ad una riduzione alla tariffa per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nel caso in cui il servizio stesso venga prestato in modo negligente.

Con l’Ordinanza in parola la Suprema Corte ha accolto il ricorso dei gestori di un hotel così motivando la decisione: "Se il servizio di raccolta, sebbene istituito e attivato, non si è svolto nella zona di residenza o di dimora nell’immobile a disposizione ovvero di esercizio dell’attività dell’utente o è effettuato in grave violazione delle prescrizioni del regolamento […] relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta, da stabilire in modo che l’utente possa usufruire agevolmente del servizio, il tributo è dovuto nella misura ridotta (cioè, in misura non superiore al 40% della tariffa)".

Tuttavia, nel caso in cui l’interruzione temporanea della raccolta sia dovuta a motivi sindacali o per il verificarsi di imprevedibili impedimenti organizzativi, ciò non comporta l’esonero o la riduzione del tributo.

"Qualora però il mancato svolgimento dei servizi si protragga, determinando una situazione riconosciuta dalla competente autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente secondo le norme e le prescrizioni sanitarie nazionali, l’utente può provvedere a proprie spese con diritto allo sgravio o restituzione, in base a domanda documentata, di una quota della tassa corrispondente al periodo di interruzione".

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Redazione AGEFIS

 

 

Suprema Corte di Cassazione – Ordinanza n. 22531 del 27 settembre 2017

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