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Ieri e Oggi

Geometri e fisco, un antico sodalizio

La progressiva affermazione di un catasto al servizio della fiscalità pone l'accento sulle competenze del geometra fiscalista, profondo conoscitore di tutte le variabili che incidono sul valore di un bene. Le competenze estimativo – fiscali del geometra sono ufficialmente riconosciute nel 1929 con l'istituzione della professione del geometra (Regio Decreto n. 274), ma la sua concezione è ben più antica e coincide con la nozione moderna di catasto geometrico particellare, in cui le mappe sostituiscono le descrizioni: la rappresentazione grafica si basa su unità elementari di possesso sulle quali si valuta la redditività degli appezzamenti.

XVIII secolo: il catasto teresiano e i "Geometri di Sua Maestà Cesarea"

Nel 1718 l'imperatore Carlo VI d'Asburgo avvia i lavori di accatastamento particellare nel Ducato di Milano, decretando la necessità che l'autorità proceda alla misurazione di ciascun bene fondiario privato per attestarne il valore reale. La mappa assume il valore di "documento esatto, equo e imparziale" e una nuova figura professionale assume il ruolo di assoluto protagonista: il geometra.

Sotto la guida del matematico di corte Giovanni Giacomo Marinoni viene istituito l'ordine dei "Geometri di Sua Maestà Cesarea": eredi del sapere tecnico dell'agrimensore, sono professionisti super partes che garantiscono l'oggettività del dato rilevato in virtù della formazione ricevuta dall'autorità centrale.

Il sistema entra in vigore nel 1761 sotto la guida di Maria Teresa d'Austria, figlia di Carlo VI: per questo è indicato come "catasto teresiano". Le operazioni di misurazione della proprietà diventano strumenti di accertamento fiscale: per ciascun terreno è indicato il proprietario, la destinazione di coltura e la stima e richiedono un'esattezza dimostrabile del territorio e della città.

Nel corso del secolo i geometri svolgeranno un ruolo fondamentale nella gestione delle campagne catastali e del territorio, nelle questioni idrografiche e nella progettazione di grandi infrastrutture; le loro competenze arricchiranno i programmi di formazione delle scuole tecniche fondate in questo periodo anche in alcuni stati italiani, sull'esempio della francese École des Ponts et Chausées.

XIX secolo: l'Unità d'Italia e il Catasto Unico Italiano

Il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II proclama la nascita del Regno d'Italia. Tra le problematiche connesse alla nascita di una nazione vi è anche quella di dare vita ad un sistema fiscale unitario, capace di integrare e riassumere i differenti sistemi di tassazione in vigore nei sette Stati costituenti.

Per superare la disomogeneità catastale dei differenti Stati preunitari, nel 1886 i legislatori varano la Legge 3682, conosciuta anche come Legge Messedeglia o Legge della perequazione fondiaria, che istituisce il Catasto Unico Italiano, caratterizzato dall'essere "geometrico", "particellare", "non probatorio".

Il Catasto Unico Italiano ha, sin dalle origini, un'evidente funzione fiscale, utile ad accertare in modo uniforme il reddito imponibile sul quale saranno calcolate le tasse e le imposte sui beni immobili. Esso deve la sua efficacia al corretto bilanciamento di competenze immobiliari, tecniche e fiscali: competenze proprie dell'odierno geometra fiscalista.

XX secolo: la professione del geometra e il Catasto Edilizio Urbano

A riconoscimento del ruolo sempre più importante svolto nella società, il Regio Decreto n. 274 del 1929 istituisce la professione del geometra in Italia, in sostituzione di quella del perito agrimensore; la sua competenza comprende materie tecniche, giuridiche, fiscali, economiche, beni agricoli e sociali.

All'interno del lungo elenco delle competenze professionali contenuto nel Regio Decreto, è possibile individuare nella lettera H la genesi di quelle fiscali: funzioni puramente contabili e amministrative nelle piccole e medie aziende agrarie. Queste competenze – in virtù delle quali il geometra valutava le rendite dei terreni agricoli - rientravano nel corpus di nozioni trasmesse con l'insegnamento dell'estimo, che negli istituti tecnici e nelle facoltà universitarie era associato alla contabilità.

L'estimo sorge come disciplina nel XVIII secolo con la caratteristica di essere rurale perché allora l'agricoltura era il settore economico prevalente. Le entrate maggiori dello Stato erano infatti quelle derivanti dalle rendite agricole, determinate dal perito agrimensore prima e dal geometra poi.

Dal 1939 al 1960 viene portato a compimento l'impianto del Catasto Edilizio Urbano, improntato alla valorizzazione del ruolo di supporto alla fiscalità immobiliare. Un ruolo oscurato però dal boom edilizio: come già accaduto nell'immediato dopoguerra, la necessità di costruire e la carenza di architetti e ingegneri richiede con urgenza il lavoro e le competenze del geometra, più sbilanciate sul lato della misurazione che su quello della valutazione.

Lo sbilanciamento della valutazione viene però in parte compensato dall'ampliamento del campo di applicazione delle competenze contabili e fiscali del geometra: nel corso dei decenni l'incidenza del rurale diminuisce per far posto a una disciplina estimativa rivolta al privato, quindi ai beni di proprietà privata nel loro complesso, non solo rurali. Da qui il passaggio dalla sola redazione del bilancio delle aziende agricole alla più ampia e complessa redazione delle dichiarazioni fiscali dei privati e delle piccole imprese.

Agli inizi degli anni Novanta, nuova inversione di tendenza: con la nascita delle imposte comunali sugli immobili, prima in forma straordinaria (ISI) e poi definitiva (ICI), il catasto torna ad assumere un ruolo centrale quale supporto alla fiscalità, e con esso le competenze fiscali del geometra.

Soprattutto a livello territoriale, per molti geometri la consulenza fiscale si configura come un complemento organico e razionale alle attività tecniche che tradizionalmente svolge: tutte le prestazioni tecniche – costruzione, ristrutturazione, stima - hanno ricadute di tipo fiscale che si determineranno nel futuro. A istruttoria conclusa, il cliente dovrà infatti confrontarsi con l'avvio delle pratiche delle dichiarazioni fiscali, per le quali magari occorrerà tenere conto di variabili quali aliquote particolari o sgravi fiscali. Chi se non il geometra – che ha progettato e diretto i lavori – è a conoscenza di tutte queste variabili?

Sul finire del decennio si registra l'ingresso del geometra nell'area dei servizi destinati ai contribuenti quale figura professionale legalmente riconosciuta e preparata a svolgere attività fiscale, riconducibili – secondo quanto stabilito dal rigo D 19 dello Studio di settore – alla compilazione delle dichiarazioni dei redditi. Lo svolgimento dell'attività di assistenza fiscale è subordinata all'ottenimento del "visto di legittimità" fornito dalle strutture legalmente abilitate ad operare per la presentazione di tutte le dichiarazioni fiscali.

Le modifiche normative che negli ultimi anni hanno rivalutato il rapporto contribuente – fisco (L. 413/91; D.L. n. 241/97; Dec. Min. Fin. n. 164/99) assegnano ai Centri Assistenza Fiscale il ruolo esclusivo di soggetti certificatori nella gestione delle pratiche fiscali. Il geometra fiscalista può così assumere la gestione delle attività fiscali dei cittadini, già in rapporto con questa figura professionale in altri ambiti operativi quali l'edilizia privata e pubblica o l'urbanistica.

Anni Duemila: l'attualità del geometra fiscalista

La riforma del catasto basata sulla revisione dei criteri per la stima degli immobili ai fini fiscali legittima ulteriormente questa figura professionale e assegna rinnovato vigore al tradizionale sodalizio tra il geometra e il fisco: grazie alle competenze proprie del geometra fiscalista, al contribuente può essere garantito il giusto allineamento tra la richiesta fiscale ed il valore reale del bene o la sua vera redditività.

AGEFIS è la prima associazione di categoria che riunisce i professionisti geometri qualificati con competenze specialistiche in campo fiscale, tributario e del lavoro; si propone di intraprendere iniziative a sostegno della professione e contribuire al consolidamento dell'identità sociale e culturale del geometra con competenze fiscali nel mondo delle imprese e fra i cittadini.

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