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Bonus under 36 per la prima casa salvi con il preliminare registrato


Giovane coppia in casa moderna con libreria


Servirà anche un rogito entro fine 2024 per congelare le agevolazioni dedicate ai giovani con Isee non oltre i 40mila euro


Bonus under 36 solo per i preliminari registrati entro la fine del 2023. È questo il principale vincolo che andrà rispettato per mantenere le esenzioni da imposte di registro, ipotecarie e catastali, il credito di imposta Iva e l’esenzione dall’imposta sostitutiva per i mutui, altrimenti scaduti alla fine dello scorso anno.

Chi, invece, ha già pagato le imposte a inizio 2024 ma aveva diritto ai bonus, potrà ottenere un credito di imposta da utilizzare nel corso del 2025.


Ruota attorno a queste novità l’intervento del Milleproroghe che punta a governare la questione dell’uscita da queste agevolazioni dedicate ai più giovani. Il decreto Sostegni-bis (Dl 73/2021) aveva, infatti, introdotto alcune misure di agevolazione per gli under 36 con un Isee non superiore a 40mila euro. Al momento dell’acquisto della prima casa per loro c’erano: l’esenzione «dall’imposta di registro e dalle imposte ipotecaria e catastale»; in caso di acquisti soggetti ad Iva, c’era un credito d’imposta, non rimborsabile, «di ammontare pari all’imposta sul valore aggiunto corrisposta in relazione all’acquisto»; per i mutui c’era l’esenzione dall’imposta sostitutiva.


Il 31 dicembre scorso, però, questi bonus non sono stati rinnovati, tagliando fuori molte compravendite e creando incertezze nelle cessioni di immobili avvenute a cavallo tra il 2023 e il 2024. Il decreto Sostegni-bis, infatti, usa una formula che si presta a interpretazioni, quando dice che queste agevolazioni «si applicano agli atti stipulati nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del presente decreto (quindi, il 26 maggio 2021) e il 31 dicembre 2023». Il decreto Milleproroghe ora spiega quali sono questi atti.

Per «dare certezza ai rapporti giuridici inerenti all’acquisto della casa di abitazione» da parte di under 36 con un Isee non superiore a 40mila euro, le agevolazioni di cui abbiamo parlato finora si applicano «anche nei casi in cui» entro il termine del 31 dicembre 2023 «sia stato sottoscritto il contratto preliminare registrato di acquisto della casa di abitazione». Rispetto alla prima versione dell’emendamento, diventa decisiva la condizione della registrazione, prima non essenziale.


Resta, comunque, un paletto: la stipula del definitivo deve essere formalizzata entro il 31 dicembre del 2024, anche in caso di trasferimento della proprietà da cooperative edilizie ai soci. Chi abbia già stipulato (o stia per stipulare) il rogito tra gennaio 2024 e l’entrata in vigore della legge di conversione del Milleproroghe avrà un credito di imposta.

Questi soggetti, avendo un preliminare registrato e sottoscritto prima della fine del 2023, avrebbero diritto alle agevolazioni. Il credito sarà pari alle imposte versate in eccesso e potrà essere utilizzato, con le modalità già previste per il bonus under 36 in passato, nel corso del 2025. La misura, di fatto, porta una mini riapertura dei termini per queste agevolazioni. E, per questo, avrà un costo: 18 milioni tra il 2024 e il 2025.

Resta, però, ancora da risolvere il problema delle aste immobiliari. Chi ha avuto l’aggiudicazione dell’immobile nel 2023, senza il decreto di trasferimento, rischia di restare a secco e non ottenere agevolazioni.

Fonte: IlSole24Ore

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