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Intelligenza artificiale negli studi tecnici: equo compenso, informativa al cliente e obblighi per il geometra

  • 9 ore fa
  • Tempo di lettura: 5 min
professionista tecnico

Intelligenza artificiale negli studi tecnici: smette di essere una semplice scelta tecnologica e diventa una materia da gestire sul piano normativo: equo compenso, informativa al cliente, verifica degli output e formazione continua. Con uno dei due schemi di decreto legislativo approvati in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri per attuare la legge 132/2025 e adeguare l'ordinamento al Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), per architetti, ingegneri e geometri le novità riguardano l'impiego dell'IA nelle prestazioni tecniche, nei rapporti con i committenti, nell'organizzazione degli studi, nei procedimenti amministrativi e nelle gare. I testi non sono definitivi: dovranno passare al vaglio delle Commissioni parlamentari, della Conferenza delle Regioni e delle Autorità competenti prima dell'approvazione finale.



Come si può usare l'intelligenza artificiale nelle prestazioni tecniche del geometra?


L'IA può sostenere il lavoro tecnico, ma non sostituirlo: resta uno strumento di supporto, mentre il contenuto della prestazione resta in capo al professionista. La legge 132/2025 prevede che nelle professioni intellettuali l'intelligenza artificiale sia utilizzata per attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione.


In concreto, per il geometra questo significa che l'IA può intervenire su attività preparatorie ma non sulla responsabilità finale. Può supportare ricerca documentale, analisi preliminari, elaborazione di dati, computi, bozze di relazioni, verifiche di coerenza e gestione informativa digitale, ma non sostituisce la valutazione professionale, e il tecnico resta responsabile del contenuto dell'incarico, degli elaborati e delle scelte assunte. Prima di utilizzare un output generato o supportato dall'IA in progetti, relazioni, asseverazioni, verifiche energetiche, strutturali, urbanistiche o impiantistiche, il professionista deve controllarne correttezza, pertinenza e coerenza con le norme, lo stato dei luoghi e l'incarico ricevuto.


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Intelligenza artificiale negli studi tecnici riduce o aumenta l'equo compenso del professionista?


L'IA non riduce automaticamente i compensi: può modularli verso l'alto quando comporta maggiore responsabilità e supervisione. Il comma 1 dell'articolo 48 dello schema di decreto stabilisce che l'uso di sistemi di IA può comportare una modulazione dell'equo compenso in base alla legge 49/2023, ancorata alla classificazione di rischio del sistema impiegato: più è elevato, più richiede al professionista competenze aggiuntive che giustificano un adeguamento del compenso.


Il fattore discriminante è quindi il tipo di impiego dell'IA. Il riferimento al rischio serve a distinguere l'uso dell'IA per attività semplici di supporto dall'impiego in attività che incidono su analisi, verifiche, elaborati tecnici o scelte progettuali: in questi casi assumono rilievo il controllo del professionista, la responsabilità assunta e la complessità dell'incarico.


Attenzione però alla tempistica, perché oggi non cambia nulla in automatico. I decreti sui parametri dovranno essere integrati entro dodici mesi: non si tratta di una modifica immediata dei compensi, ma di un criterio che dovrà essere definito con provvedimenti successivi. Per lo studio conviene quindi iniziare già ora a documentare nel disciplinare d'incarico quali strumenti si utilizzano e quale attività di verifica si svolge: sarà la base su cui poggerà la richiesta di un compenso adeguato quando i parametri saranno aggiornati.



Cosa deve comunicare al cliente il geometra che usa l'IA?


Scatta un obbligo informativo nuovo e concreto: il professionista deve dichiarare al cliente che impiega sistemi di intelligenza artificiale nell'incarico. La comunicazione deve essere chiara, semplice ed esaustiva, e può essere inserita nella lettera di incarico, nell'informativa professionale o nella documentazione contrattuale dello studio.


Il contenuto dell'informativa va calibrato per evitare equivoci sul ruolo dello strumento. Dovrebbe indicare quali attività possono essere supportate dall'IA e chiarire che gli output sono verificati dal professionista, così da evitare che il cliente attribuisca allo strumento un ruolo diverso da quello effettivo. C'è poi un risvolto organizzativo interno allo studio: quando più collaboratori utilizzano strumenti diversi, è opportuno definire regole su strumenti ammessi, dati caricabili, controllo degli output e validazione finale degli elaborati.


Checklist operativa per lo studio tecnico che usa l'IA


  • Aggiorna la lettera d'incarico. Inserisci una clausola di informativa al cliente: quali attività sono supportate dall'IA e conferma che la verifica e la responsabilità finale restano del tecnico.

  • Definisci regole interne. Stabilisci strumenti ammessi, dati caricabili e chi valida l'output finale, soprattutto se nello studio operano più collaboratori.

  • Documenta la verifica. Tieni traccia del controllo svolto sugli elaborati (progetti, relazioni, asseverazioni, verifiche energetiche/strutturali/urbanistiche/impiantistiche): è la prova del valore professionale aggiunto, rilevante per equo compenso e responsabilità.

  • Mappa il livello di rischio. Distingui gli usi di mero supporto dagli usi che incidono su analisi e scelte progettuali: è il parametro su cui si baserà la modulazione del compenso.

  • Pianifica la formazione. Verifica i tempi di adeguamento del tuo Collegio (sei mesi) e accumula formazione su profili tecnici, giuridici e deontologici.


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Quali obblighi di formazione sull'IA scattano per geometri e Collegi?


La formazione sull'IA entra nell'aggiornamento professionale obbligatorio, con un termine preciso per gli organismi di categoria. Gli schemi di decreto introducono l'alfabetizzazione sull'intelligenza artificiale nella formazione iniziale e continua delle professioni, e gli Ordini e i Collegi dovranno adeguare i propri regolamenti entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto.


I contenuti formativi non sono solo tecnici. La formazione dovrà riguardare il funzionamento dei sistemi, le potenzialità, i limiti, il quadro europeo e nazionale, gli obblighi deontologici, le responsabilità del professionista e l'informazione al cliente. È proprio il profilo deontologico quello di maggiore rilievo, perché tocca la responsabilità del professionista nell'uso dell'IA, gli obblighi informativi verso il cliente e il rispetto del principio antropocentrico della legge 132/2025.


Per il geometra questa formazione confluirà con ogni probabilità nel computo dei Crediti Formativi Professionali (CFP) una volta aggiornato il regolamento del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati (CNGeGL). Arrivare formati prima dell'adeguamento dei regolamenti significa applicare correttamente informativa e responsabilità già nei prossimi incarichi.


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FAQ — Domande frequenti


L'intelligenza artificiale riduce i compensi del geometra?


No. La norma non prevede alcuna riduzione automatica. L'utilizzo di sistemi di IA potrà incidere sui compensi attraverso parametri commisurati alla classificazione di rischio del sistema, valorizzando il controllo del professionista, la responsabilità assunta e la complessità dell'incarico, non svalutando la prestazione.


Devo dire al cliente che uso l'IA per la pratica?


Sì. Il professionista deve informare il cliente sull'utilizzo di sistemi di IA con una comunicazione chiara, semplice ed esaustiva, inseribile nella lettera di incarico, nell'informativa professionale o nella documentazione contrattuale, indicando quali attività sono supportate dall'IA e che gli output sono verificati dal tecnico.


L'IA può firmare o validare un elaborato tecnico al posto del geometra?


No. L'IA è uno strumento di supporto e non sostituisce la valutazione professionale: il tecnico resta responsabile del contenuto dell'incarico, degli elaborati e delle scelte assunte, e deve verificare ogni output prima di utilizzarlo.


Da quando i geometri devono formarsi sull'IA?


L'obbligo si concretizzerà con l'adeguamento dei regolamenti di categoria. Ordini e Collegi dovranno aggiornare i propri regolamenti entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto, introducendo l'alfabetizzazione sull'IA nella formazione continua. I testi devono però ancora completare l'iter prima di diventare definitivi.


L'uso dell'IA va dichiarato nelle gare d'appalto?


Sì, occorre prestarci attenzione. Nelle gare, stazioni appaltanti e operatori economici dovranno seguire le previsioni di bandi e disciplinari sull'uso dell'IA nella predisposizione dell'offerta e nell'esecuzione del contratto, in linea con i Bandi tipo ANAC sopra soglia, dove la tracciabilità dell'impiego dell'IA assume rilievo nelle procedure di affidamento.



Cosa puoi fare ora


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