Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro: come implementarla correttamente secondo le nuove Linee guida
- Agefis

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L’Intelligenza Artificiale può essere utilizzata nel lavoro solo come strumento di supporto, nel rispetto dei diritti dei lavoratori e della normativa vigente. Le nuove Linee guida del Ministero del Lavoro, attuative della Legge 23 settembre 2025 n. 132, definiscono un modello chiaro di governance, tutele e responsabilità per imprese e professionisti che adottano sistemi di IA.
Questo articolo spiega come implementare l’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, quali sono i vincoli normativi, gli impatti occupazionali e il ruolo dell’Osservatorio nazionale, con particolare attenzione alle professioni tecniche e alle PMI.
Come può essere utilizzata l’Intelligenza Artificiale nel lavoro secondo la legge italiana?
L’IA può supportare l’attività lavorativa, ma non può sostituire il lavoro intellettuale umano. La Legge n. 132/2025 stabilisce che la responsabilità, la decisione finale e il rapporto fiduciario con il cliente devono restare in capo al professionista.
Il principio di prevalenza del lavoro umano
Il legislatore introduce un principio cardine: l’Intelligenza Artificiale è uno strumento ausiliario, non un soggetto decisionale autonomo.
In pratica:
l’IA può automatizzare analisi, calcoli, simulazioni e processi ripetitivi;
non può sostituire valutazioni professionali, giudizi tecnici o decisioni discrezionali;
il contributo umano deve essere prevalente e verificabile.
Per i professionisti tecnici che vogliono usare l’Intelligenza Artificiale come strumento di supporto – senza perdere controllo, responsabilità e valore professionale – è fondamentale saper dialogare correttamente con i sistemi IA. Il webinar di Agefis sul Prompt Engineering è pensato proprio per fornire un metodo operativo, concreto e conforme al quadro normativo.
Obbligo di trasparenza nell’uso dell’IA
Per le professioni intellettuali è previsto un obbligo specifico: il cliente deve essere informato in modo chiaro e comprensibile quando vengono utilizzati sistemi di Intelligenza Artificiale nella prestazione.
Questo rafforza:
la fiducia professionale;
la tracciabilità delle decisioni;
la responsabilità giuridica del professionista.
Perché l’Italia ha anticipato l’AI Act europeo nel mondo del lavoro?
La strategia italiana sull’IA nel lavoro nasce da un impegno internazionale e mira a governare l’innovazione, non a subirla. La Legge n. 132/2025 rappresenta un’anticipazione concreta dell’AI Act europeo in ambito lavorativo.
Il legame con il G7 Lavoro e Occupazione
Durante il G7 Lavoro di Cagliari (2024), i Paesi membri hanno condiviso un obiettivo comune:
sviluppo dell’IA sicuro, affidabile e umano-centrico;
tutela dei diritti fondamentali;
equilibrio tra competitività e qualità del lavoro.
L’Italia ha tradotto questi principi in norme operative, prima di altri Stati UE.
Un modello di governance pubblico e partecipato
L’approccio italiano si fonda su:
centralità della persona;
supervisione umana obbligatoria;
coinvolgimento di istituzioni, parti sociali e professioni.
L’IA viene così inquadrata come fattore di produttività e qualità, non come leva di sostituzione occupazionale.
Qual è il ruolo dell’Osservatorio sull’Intelligenza Artificiale nel lavoro?
L’Osservatorio nazionale sull’IA nel mondo del lavoro è la cabina di regia della strategia italiana. Non svolge solo una funzione consultiva, ma di indirizzo e monitoraggio continuo.
Funzioni principali dell’Osservatorio
L’Osservatorio è incaricato di:
definire la strategia nazionale sull’IA nel lavoro;
monitorare impatti su occupazione, produttività e diritti;
individuare settori e professioni più esposti;
aggiornare periodicamente le Linee guida;
supportare le politiche di formazione e lavoro.
Le Linee guida e il ruolo dell’Osservatorio chiariscono un punto essenziale: l’uso dell’IA richiede competenze specifiche, non improvvisazione. Per questo motivo, sempre più professionisti tecnici stanno investendo nella formazione sul prompt engineering consapevole e verificabile, come quella proposta nel webinar Agefis dedicato ai professionisti tecnici.
Output concreti per imprese e professionisti
Tra i risultati attesi:
documento strategico triennale;
relazioni annuali sugli impatti dell’IA;
indicatori di monitoraggio settoriali.
Questi strumenti servono a orientare decisioni operative, investimenti e politiche aziendali, soprattutto nei settori tecnici e produttivi.
L’Intelligenza Artificiale distrugge o trasforma il lavoro?
L’IA non elimina il lavoro umano, ma ne modifica profondamente le mansioni e le competenze richieste. L’automazione colpisce attività ripetitive, mentre cresce il valore delle competenze cognitive e relazionali.
Impatto su produttività e organizzazione del lavoro
Secondo le analisi internazionali assunte come riferimento:
aumento significativo della produttività;
maggiore precisione e velocità dei processi;
necessità di supervisione umana costante.
Il beneficio reale dipende dall’equilibrio tra tecnologia e controllo professionale.
Dati occupazionali e riqualificazione delle competenze
Le stime indicano che entro il 2030:
circa 170 milioni di nuovi posti di lavoro saranno creati a livello globale;
circa 92 milioni di ruoli tradizionali saranno trasformati o ridotti.
In Europa, il 30–35% della forza lavoro dovrà essere riqualificata per evitare perdita di competitività ed esclusione.
Quali sono le sfide per le PMI italiane nell’adozione dell’IA?
Le PMI sono centrali per l’economia italiana, ma affrontano ostacoli maggiori nell’adozione dell’IA. Costi, competenze e accesso alle tecnologie rappresentano le principali criticità.
Il mercato dell’IA in Italia
Nel 2024:
il mercato italiano dell’IA ha raggiunto 1,2 miliardi di euro;
crescita annua del 58%;
forte peso delle soluzioni di IA generativa.
L’adozione resta però concentrata nelle grandi imprese.
Strumenti di accompagnamento previsti dalla strategia nazionale
La strategia del Ministero prevede:
valutazione della maturità digitale delle imprese;
orientamento e supporto formativo;
politiche attive del lavoro dedicate;
strumenti specifici per le PMI.
L’obiettivo è evitare un divario competitivo strutturale nel sistema produttivo.
Una transizione governata per professionisti e settori tecnici
L’Intelligenza Artificiale deve essere integrata, non subita. Il modello italiano punta a una transizione regolata, responsabile e centrata sulle competenze.
Per i professionisti tecnici, l’edilizia e le attività specialistiche:
l’IA è un acceleratore di efficienza;
la responsabilità resta umana;
la qualità del lavoro diventa il vero fattore distintivo.
Ecco cosa fare ora
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Partecipa al webinar “AI operativa: Prompt Engineering per Professionisti Tecnici”, pensato per chi vuole integrare l’IA nei processi professionali in modo corretto, consapevole e conforme alle nuove Linee guida.
Conclusione
L’intelligenza artificiale rappresenta una leva strategica per aumentare efficienza, qualità e competitività del lavoro, ma solo se integrata all’interno di un quadro normativo chiaro e di una governance responsabile.
La strategia italiana, attraverso la Legge n. 132/2025, le Linee guida ministeriali e l’Osservatorio nazionale, delinea un modello in cui l’innovazione tecnologica è al servizio delle competenze umane, non un loro sostituto. Per professionisti tecnici, imprese e PMI, la sfida non è adottare l’IA in modo indiscriminato, ma governarne l’uso in modo consapevole, valorizzando il ruolo centrale della responsabilità, della formazione e del lavoro qualificato.
FAQ – Domande frequenti sull’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro
L’IA può sostituire un professionista?
No. La legge italiana vieta la sostituzione del lavoro intellettuale con sistemi di IA.
È obbligatorio dichiarare l’uso dell’IA al cliente?
Sì, per le professioni intellettuali è previsto un obbligo di trasparenza.
Chi controlla gli effetti dell’IA sull’occupazione?
L’Osservatorio nazionale sull’intelligenza artificiale nel lavoro.
Le PMI sono obbligate ad adottare l’IA?
No, ma sono incentivate e supportate per evitare perdita di competitività.
L’IA aumenterà o ridurrà i posti di lavoro?
Nel complesso li trasformerà: il saldo stimato è positivo, ma richiede riqualificazione.



