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Bonus edilizi e abusi edilizi: prima la sanatoria e poi le detrazioni

  • 4 mar
  • Tempo di lettura: 5 min
geometra lavora al pc ad un progetto

I bonus edilizi non spettano in presenza di abusi edilizi non sanabili. Il nuovo schema di disegno di legge delega per il Codice dell’edilizia chiarisce definitivamente il principio: prima si regolarizza l’immobile tramite sanatoria e solo dopo si può accedere alle detrazioni fiscali.

La riforma punta a eliminare le incertezze interpretative che negli ultimi anni hanno accompagnato Superbonus, bonus ristrutturazioni ed ecobonus, stabilendo una regola chiara per professionisti tecnici, imprese e contribuenti: se l’abuso non può essere sanato, non è possibile ottenere alcuna agevolazione fiscale.



Quando si possono ottenere i bonus edilizi in presenza di abusi edilizi?


I bonus edilizi sono ammessi solo se l’immobile è in stato legittimo oppure se l’abuso edilizio viene prima sanato. In assenza di sanatoria, le agevolazioni fiscali non possono essere riconosciute.

Questo principio deriva già dall’attuale normativa edilizia, ma il nuovo disegno di legge delega sul Codice dell’edilizia e delle costruzioni lo esplicita in modo più chiaro e sistematico.


Il principio “prima sanatoria, poi detrazione”


La delega stabilisce che i decreti attuativi dovranno:

  • escludere tassativamente agevolazioni fiscali in presenza di abusi non sanabili

  • consentire l’accesso ai bonus solo dopo il rilascio del titolo in sanatoria

In pratica:

Situazione immobile

Accesso ai bonus edilizi

Immobile conforme

Immobile con abuso sanabile

sì, ma solo dopo la sanatoria

Immobile con abuso non sanabile

no

Per i professionisti tecnici questo significa che la verifica preliminare della regolarità edilizia diventa un passaggio imprescindibile prima di progettare interventi agevolati.



Cosa dice oggi la normativa: stato legittimo e art. 49 del Testo Unico Edilizia


L’accesso ai bonus edilizi è già oggi collegato allo stato legittimo dell’immobile. L’articolo 49 del Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/2001) stabilisce che non spettano agevolazioni fiscali per interventi realizzati su opere abusive.

In particolare, la norma esclude le detrazioni per interventi realizzati:

  • in assenza di titolo edilizio

  • in difformità dal titolo

  • con titolo edilizio successivamente annullato


Le tolleranze costruttive che non bloccano i bonus


La normativa prevede però una soglia di tolleranza. Non compromettono lo stato legittimo:

  • difformità inferiori al 2% relative a:

    • altezza

    • distacchi

    • cubatura

    • superficie coperta


Si tratta delle cosiddette tolleranze di cantiere, che non comportano la perdita delle detrazioni fiscali.


Quando invece il bonus decade


Il bonus edilizio viene escluso quando si verifica:

  • assenza totale di titolo edilizio

  • difformità essenziale

  • violazioni urbanistiche rilevanti


In questi casi l’immobile è considerato privo di stato legittimo, con conseguente perdita delle agevolazioni.


Il ruolo dei Comuni e dell’Agenzia delle Entrate


La normativa prevede anche un meccanismo di controllo:

  1. Il Comune segnala l’abuso all’Agenzia delle Entrate

  2. La segnalazione deve avvenire entro tre mesi:

    • dall’ultimazione dei lavori

    • dalla presentazione della SCIA

    • dall’annullamento del titolo edilizio

  3. Il Fisco può recuperare le imposte entro tre anni dalla segnalazione


Questo sistema consente all’amministrazione finanziaria di recuperare eventuali detrazioni indebitamente fruite.



Il caso particolare del Superbonus: la deroga della CILAS


Il Superbonus ha introdotto una deroga temporanea al principio dello stato legittimo. Il decreto 77/2021 ha infatti consentito di presentare la CILAS senza attestazione dello stato legittimo dell’immobile per interventi di efficientamento energetico.

Questa semplificazione ha generato molti dubbi interpretativi negli ultimi anni.


Cosa ha chiarito il Consiglio di Stato


La sentenza n. 8959/2025 del Consiglio di Stato ha stabilito che:

  • la deroga riguarda solo le parti dell’edificio interessate dalla CILAS

  • eventuali irregolarità in altre parti dell’immobile non coinvolte nei lavori non impediscono l’accesso al beneficio


Un procedimento autonomo rispetto alla verifica urbanistica


Secondo il Consiglio di Stato, il Superbonus ha introdotto un procedimento:

  • strutturalmente autonomo

  • funzionalmente distinto rispetto alla verifica di legittimità edilizia


Questo spiega perché, in alcuni casi, interventi agevolati siano stati realizzati anche in presenza di irregolarità edilizie non direttamente coinvolte nei lavori.

Il nuovo Codice dell’edilizia, tuttavia, non prevede di replicare questa deroga.



Quali abusi edilizi possono essere sanati (e quindi permettere i bonus)


I bonus edilizi possono essere concessi solo se l’abuso rientra tra quelli sanabili. Il riferimento normativo principale oggi è l’art. 36-bis del Testo Unico Edilizia, introdotto dal Decreto Salva Casa.


La doppia conformità “alleggerita”


Il decreto ha introdotto una forma di doppia conformità asincrona, che amplia la possibilità di sanatoria.

Per ottenere la sanatoria è necessario che l’intervento sia:

  • conforme alla disciplina urbanistica vigente al momento della domanda

  • conforme alla disciplina edilizia vigente al momento della realizzazione


Questo sistema consente di sanare molte difformità parziali che prima risultavano di fatto insanabili.


Esempi di abusi sanabili


Tra i casi più frequenti:

  • modifiche interne non strutturali

  • spostamenti di tramezzi

  • variazioni dimensionali limitate

  • difformità progettuali minori


Una volta ottenuto il titolo in sanatoria, l’immobile può accedere alle agevolazioni fiscali.



Quali abusi edilizi non consentono mai i bonus


Alcune categorie di abusi edilizi restano sempre escluse dalla sanatoria e quindi dai bonus fiscali.

La giurisprudenza e la normativa individuano casi ben precisi.


Abusi edilizi non sanabili


Restano fuori dalla sanatoria:

  • variazioni essenziali

  • abusi in aree sottoposte a vincolo paesaggistico senza autorizzazione

  • interventi su immobili vincolati dal Codice dei beni culturali

  • costruzioni realizzate senza titolo in aree non edificabili


La Corte di Cassazione (sentenza n. 17292/2025) ha ribadito che in queste situazioni il divieto di agevolazioni fiscali si applica sempre, indipendentemente:

  • dall’entità dell’abuso

  • dalla buona fede del proprietario



Cosa cambierà con il nuovo Codice dell’edilizia


Il nuovo Codice dell’edilizia non introduce una rivoluzione normativa, ma una razionalizzazione delle regole esistenti. L’obiettivo è eliminare interpretazioni contrastanti e rendere più chiaro il rapporto tra regolarità edilizia e agevolazioni fiscali.

Il principio centrale rimane uno: nessun bonus edilizio senza stato legittimo o sanatoria preventiva.

Dopo l’approvazione della delega:

  • il Governo avrà 12 mesi per adottare i decreti attuativi

  • verranno riordinate le norme su:

    • detrazioni fiscali

    • contributi pubblici

    • incentivi edilizi



FAQ – Bonus edilizi e abusi edilizi


Si possono ottenere bonus edilizi con un abuso edilizio?

Solo se l’abuso è sanabile e viene prima regolarizzato. Senza sanatoria, le agevolazioni fiscali non sono riconosciute.


Le tolleranze di cantiere fanno perdere i bonus?

No. Difformità inferiori al 2% delle misure progettuali rientrano nelle tolleranze costruttive e non compromettono lo stato legittimo dell’immobile.


Con il Superbonus serviva lo stato legittimo?

La CILAS Superbonus ha introdotto una deroga che non richiedeva l’attestazione dello stato legittimo per gli interventi energetici. Tuttavia questa deroga non si applica ad altre parti dell’immobile.


Un abuso edilizio sanato consente di ottenere le detrazioni?

Sì. Dopo il rilascio del titolo in sanatoria, l’immobile può accedere alle agevolazioni fiscali previste per gli interventi edilizi.


Quando entreranno in vigore le nuove regole?

Dopo l’approvazione della delega legislativa, il Governo avrà 12 mesi per emanare i decreti attuativi che renderanno operative le nuove disposizioni.



Il principio che emerge dal nuovo schema di Codice dell’edilizia è chiaro: la regolarità urbanistica dell’immobile diventa il presupposto indispensabile per accedere ai bonus edilizi. In presenza di difformità, l’unica strada resta quella della sanatoria preventiva, laddove possibile.

Per i professionisti tecnici questo rafforza l’importanza delle verifiche preliminari sullo stato legittimo degli immobili, che diventano sempre più centrali nella pianificazione degli interventi agevolati. Il riordino normativo punta infatti a ridurre le zone d’ombra interpretative e a rendere più prevedibile il rapporto tra abusi edilizi, sanatoria e detrazioni fiscali.

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