Colf e badanti: contratto, contributi deducibili e detrazioni per il datore di lavoro
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Il numero di lavoratori domestici regolari continua a scendere: secondo i dati INPS relativi al 2025, gli assistenti familiari in regola sono 804.464, con un calo di quasi 173.000 unità rispetto al 2021 (-17,7%). Il calo riguarda soprattutto le colf (-24%) e in misura minore le badanti (-10%). Per lo studio tecnico che assiste le famiglie datrici di lavoro, questo scenario è al tempo stesso un problema di emersione del sommerso e un'opportunità di servizio: il rapporto regolare non è solo un obbligo, ma anche la condizione per accedere a deduzione contributiva e detrazione IRPEF. Di seguito il quadro operativo aggiornato al 2026 su contratto, adempimenti e benefici fiscali.
Quali benefici fiscali spettano a chi assume colf e badanti nel 2026?
I benefici sono due, cumulabili tra loro: la deduzione dal reddito dei contributi previdenziali versati per l'addetto ai servizi domestici e la detrazione IRPEF del 19% delle spese per gli addetti all'assistenza di persone non autosufficienti. Sono due agevolazioni distinte, con regole e limiti diversi, che vanno gestite separatamente in dichiarazione.
Deduzione dei contributi versati per colf e badanti
I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati per l'addetto ai servizi domestici e familiari sono deducibili dal reddito complessivo del datore di lavoro, limitatamente alla parte a suo carico e fino a un massimo di 1.549,37 euro all'anno (art. 10, comma 2, TUIR). In dichiarazione la deduzione si indica nel rigo E23, codice onere 3. La deduzione spetta a prescindere dallo stato di non autosufficienza dell'assistito e vale sia per le colf sia per le badanti: è il beneficio "di base" del rapporto regolare.
Cosa si intende per "parte a carico del datore di lavoro"
Il contributo INPS del lavoro domestico è ripartito per legge tra datore di lavoro e lavoratore. È deducibile solo la quota effettivamente a carico del datore, al netto della trattenuta operata in busta al lavoratore. Per questo la corretta elaborazione del cedolino e del prospetto contributivo trimestrale è il presupposto operativo della deduzione: senza gestione della busta paga, l'importo deducibile non è determinabile con precisione.
Molte famiglie perdono questo beneficio semplicemente perché non elaborano la busta paga o non conservano le ricevute di versamento. Con il servizio Colf e Badanti di Agefis lo studio può gestire per conto del cliente cedolini, versamenti INPS e riepiloghi annuali, così che la deduzione sia sempre documentata e correttamente calcolata — Scopri come attivare la gestione del lavoro domestico nel tuo studio.
Detrazione IRPEF del 19% per gli addetti all'assistenza
La detrazione del 19% spetta sulle spese sostenute per gli addetti all'assistenza personale di soggetti non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana (art. 15, comma 1, lett. i-septies, TUIR). Si calcola su una spesa massima di 2.100 euro e spetta solo se il reddito complessivo del contribuente non supera i 40.000 euro, per un beneficio massimo di 399 euro. In dichiarazione va indicata nel rigo E8/E10 con il codice 15 del modello 730/2026.
Attenzione alla distinzione più delicata, che è anche l'errore più frequente in dichiarazione: la detrazione del 19% è esclusa per le colf, che hanno un inquadramento contrattuale diverso dall'assistente personale. Spetta solo per l'assistenza a persone non autosufficienti, condizione che deve risultare da certificazione medica e derivare da una patologia. La deduzione dei contributi (rigo E23) resta invece dovuta in entrambi i casi.
Quali adempimenti deve rispettare il datore di lavoro domestico?
Il datore di lavoro domestico è a tutti gli effetti un datore di lavoro e deve rispettare una sequenza precisa di adempimenti, dalla comunicazione di assunzione alla cessazione. Sono adempimenti che un cittadino privato gestisce raramente in autonomia e che rappresentano il perimetro naturale di un servizio erogato dallo studio.
Checklist adempimenti del rapporto di lavoro domestico
Comunicazione di assunzione all'INPS, da trasmettere entro le ore 24 del giorno precedente l'inizio del rapporto, anche se coincide con un giorno festivo.
Contratto individuale conforme al CCNL sul lavoro domestico vigente, con inquadramento (livello), orario, mansioni, retribuzione e vitto/alloggio se previsti.
Elaborazione del prospetto paga (busta paga) mensile, con calcolo di retribuzione, quote di tredicesima, TFR maturato e trattenute contributive.
Versamento dei contributi INPS trimestrali entro le scadenze di gennaio, aprile, luglio e ottobre.
Rilascio della Certificazione Unica (CU) al lavoratore per la sua dichiarazione dei redditi.
Gestione di ferie, malattia, maternità e infortuni secondo il CCNL.
Comunicazione di cessazione all'INPS entro 5 giorni e liquidazione del TFR.
Perché la gestione degli adempimenti è un servizio, non un obbligo del cliente
La regolarità del rapporto non si esaurisce nella comunicazione di assunzione: è la corretta tenuta di buste paga, versamenti e CU a rendere il rapporto realmente in regola e a consentire l'accesso ai benefici fiscali. Un errore su trattenute o versamenti compromette sia la posizione del lavoratore sia la deducibilità dei contributi per il datore.
Se assisti clienti che hanno colf o badanti, la gestione completa del rapporto — dalla comunicazione INPS alle buste paga fino alla CU — può diventare un servizio a valore aggiunto del tuo studio. Il servizio Colf e Badanti di Agefis ti permette di offrire questa gestione ai tuoi assistiti senza doverti strutturare internamente sul lavoro domestico.
Come cambia il quadro con la prestazione universale per gli anziani non autosufficienti?
La prestazione universale è una misura sperimentale per il 2025 e il 2026 (art. 34 del D.Lgs. 29/2024) che riconosce un assegno di 850 euro mensili, aggiuntivo rispetto all'indennità di accompagnamento (551,53 euro al mese nel 2026), destinato a remunerare i costi di assistenza affidata a lavoratori domestici regolari o a imprese qualificate. È rilevante per lo studio perché lega direttamente il beneficio economico alla regolarità del rapporto di lavoro domestico.
L'accesso è però molto ristretto. Per fare domanda occorrono più di 80 anni, un bisogno assistenziale gravissimo, la titolarità dell'indennità di accompagnamento e un ISEE socio-sanitario inferiore a 6.000 euro. La soglia ISEE è tra le più basse del sistema, il che spiega perché la platea effettiva resti limitata. Per il professionista che segue i clienti anziani è comunque un elemento da monitorare in sede di pianificazione assistenziale, perché la fruizione richiede che l'assistente familiare sia regolarmente contrattualizzato.
Domande frequenti (FAQ)
Colf e badante danno diritto alle stesse agevolazioni fiscali?
No. Per entrambe è deducibile la quota di contributi a carico del datore fino a 1.549,37 euro. La detrazione IRPEF del 19% spetta invece solo per l'assistenza a persone non autosufficienti (badante), non per le colf, che hanno un inquadramento contrattuale diverso.
Quanto si può dedurre per i contributi versati a colf e badanti nel 2026?
Fino a 1.549,37 euro all'anno, limitatamente alla parte di contributi a carico del datore di lavoro, da indicare nel rigo E23 (codice 3) della dichiarazione. La quota trattenuta al lavoratore non è deducibile.
La detrazione del 19% per la badante spetta anche se il contratto non è intestato al contribuente?
Sì. La detrazione spetta anche se la spesa è sostenuta per un familiare (art. 433 c.c.) non fiscalmente a carico, purché la persona assistita sia non autosufficiente per certificazione medica e i pagamenti siano tracciabili. Il limite di 2.100 euro resta riferito al singolo contribuente.
Quali pagamenti sono ammessi per detrarre le spese di assistenza?
Dal 2020 solo pagamenti tracciabili: bonifico, carta, MAV, PagoPA. La spesa deve risultare da documentazione idonea (ricevuta firmata dall'addetto) con codice fiscale e dati anagrafici di chi paga, di chi presta assistenza e, se diverso, dell'assistito.
Quali sono le scadenze dei contributi INPS per il lavoro domestico?
I contributi si versano trimestralmente, con scadenze a gennaio, aprile, luglio e ottobre. La comunicazione di assunzione all'INPS va invece trasmessa entro le ore 24 del giorno precedente l'inizio del rapporto.
Cosa puoi fare ora
✅ Offri ai tuoi clienti la gestione completa del lavoro domestico. Contratti, buste paga, versamenti INPS e Certificazione Unica per colf e badanti sono un servizio a valore aggiunto che completa l'assistenza fiscale già erogata dal tuo studio. Scopri il servizio Colf e Badanti di Agefis e come attivarlo.



