Dichiarazione di rispondenza impianti: quando serve, chi la rilascia e quanto costa nel 2026
- Agefis

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La dichiarazione di rispondenza (DiRi) è il documento tecnico che certifica la sicurezza e la conformità di un impianto installato tra il 1990 e il 2008, quando manca la dichiarazione di conformità (DiCo) originale. È obbligatoria in caso di compravendita, allaccio utenze, ristrutturazioni e pratiche edilizie, e può essere emessa solo da tecnici abilitati secondo quanto stabilito dal D.M. 37/2008.
Cos’è la dichiarazione di rispondenza e quando è obbligatoria
La dichiarazione di rispondenza è una certificazione tecnica che attesta la conformità di impianti elettrici, idraulici o a gas installati tra il 13 marzo 1990 e il 27 marzo 2008. È necessaria quando manca la dichiarazione di conformità e serve a garantire la sicurezza dell’immobile e la tracciabilità normativa dell’impianto.
Funzione e valore tecnico della DiRi
La DiRi rappresenta uno strumento di verifica e regolarizzazione previsto dal D.M. 37/2008, che ha sostituito la Legge 46/1990. Serve a documentare la conformità dell’impianto alle norme in vigore al momento della sua realizzazione, anche in assenza del documento originale di conformità (DiCo). Non autorizza interventi o modifiche: certifica semplicemente che l’impianto esistente è rispondente alle norme dell’epoca di costruzione e che può quindi essere utilizzato in sicurezza.
Differenza tra dichiarazione di rispondenza e dichiarazione di conformità
La dichiarazione di conformità (DiCo) è rilasciata direttamente dall’impresa installatrice al termine dei lavori. La dichiarazione di rispondenza (DiRi), invece, viene redatta successivamente da un tecnico qualificato quando la DiCo non esiste più o non è mai stata emessa. È dunque un documento “sostitutivo”, valido solo per impianti realizzati tra il 1990 e il 2008.
Quando serve la dichiarazione di rispondenza degli impianti
Serve quando un impianto installato tra il 1990 e il 2008 è privo della dichiarazione di conformità. È richiesta per transazioni immobiliari, attivazioni di utenze, pratiche edilizie o verifiche di sicurezza richieste da enti e assicurazioni.
Vendita o trasferimento di immobili
Durante la compravendita di un immobile, la DiRi garantisce che gli impianti siano sicuri e conformi. Senza questa documentazione, l’acquirente può chiedere riduzioni di prezzo o rivalersi in caso di difformità. Alcuni notai ne richiedono la presenza come condizione per il rogito.
Attivazione o variazione di utenze
Le società di fornitura di energia elettrica, gas o acqua possono richiedere la DiRi per nuovi allacciamenti o aumenti di potenza contrattuale, in assenza di DiCo. La dichiarazione è necessaria anche in caso di riattivazione di utenze sospese dopo ristrutturazioni o cambi di proprietà.
Ristrutturazioni e pratiche edilizie
In caso di lavori edili o manutenzioni straordinarie, i Comuni possono richiedere la DiRi come parte integrante della documentazione necessaria alla Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA). La dichiarazione attesta lo stato di sicurezza degli impianti esistenti prima dell’intervento e consente di procedere ai lavori in conformità alle norme vigenti.
Attività commerciali, locazioni e successioni
Per le attività commerciali la DiRi può essere richiesta dagli enti di controllo (ASL, Vigili del Fuoco, Comuni) come requisito di sicurezza. Nel caso di locazioni o successioni ereditarie, tutela sia il proprietario che l’inquilino o gli eredi da eventuali responsabilità civili o penali.
Chi può rilasciare la dichiarazione di rispondenza (DiRi)
Solo i tecnici abilitati con almeno cinque anni di esperienza nel settore possono redigere la dichiarazione di rispondenza, secondo quanto stabilito dall’art. 7 del D.M. 37/2008.
Professionisti abilitati secondo il D.M. 37/2008
Possono redigere la DiRi:
Ingegneri, periti industriali, geometri e architetti iscritti ai relativi albi professionali, con esperienza quinquennale nel settore impiantistico specifico.
Responsabili tecnici di imprese abilitate, purché la ditta sia iscritta alla Camera di Commercio da almeno 5 anni e operi nello stesso settore dell’impianto oggetto di dichiarazione.
Il tecnico si assume la responsabilità civile e penale della verifica e della correttezza della dichiarazione, dopo aver effettuato sopralluoghi, collaudi e prove di sicurezza.
Documentazione e modulo di dichiarazione
Il modulo ufficiale della DiRi è spesso disponibile sui siti istituzionali dei Comuni o delle Camere di Commercio. Deve contenere:
Dati del proprietario e dell’immobile;
Tipologia di impianto e anno di installazione;
Descrizione delle verifiche eseguite;
Esito dei collaudi e dichiarazione di conformità alle norme dell’epoca.
Cosa succede se manca la dichiarazione di rispondenza
L’assenza della DiRi comporta rischi economici, legali e assicurativi. Il proprietario può incorrere in sanzioni, difficoltà nella vendita o nella stipula di polizze, e responsabilità in caso di incidenti.
Sanzioni e responsabilità
Secondo il D.M. 37/2008, chi non possiede la documentazione di conformità o rispondenza può essere sanzionato con multe da 100 a 1.000 euro. Per le imprese installatrici le sanzioni sono più elevate, e nei casi più gravi può essere disposta la sospensione dell’attività.
Rischi per mutui e assicurazioni
Le banche e le compagnie assicurative possono negare finanziamenti o coperture in assenza della DiRi. In caso di sinistro (incendio, corto circuito, fuga di gas), il proprietario può essere ritenuto civilmente e penalmente responsabile, con conseguenze dirette sul risarcimento dei danni.
Effetti su compravendite e locazioni
Vendere o affittare un immobile senza documentazione impiantistica espone a contestazioni e rivalse da parte dell’acquirente o dell’inquilino. La mancanza della DiRi può anche comportare ritardi nei rogiti o richieste di riduzioni di prezzo.
Quanto costa la dichiarazione di rispondenza degli impianti
Il costo medio della DiRi varia tra 300 e 800 euro per appartamenti di piccole o medie dimensioni e può superare i 1.000 euro per immobili complessi o commerciali.
Fattori che influenzano il prezzo
Il prezzo dipende da:
Tipologia e dimensione dell’impianto;
Numero di verifiche e collaudi richiesti;
Tariffario professionale della zona;
Accessibilità dei locali e disponibilità della documentazione storica.
Costi per tipologia d’impianto
Impianto elettrico: 400–900 euro
Impianto gas: 350–700 euro
Impianto idrico-sanitario: 300–600 euro
Impianto termico o canna fumaria: da 400 euro in su
Come ottenere un preventivo corretto
È consigliabile richiedere almeno due preventivi a tecnici abilitati diversi, verificando sempre l’iscrizione all’albo e l’esperienza nel settore specifico dell’impianto. Un tecnico qualificato deve rilasciare anche una relazione delle prove eseguite e l’eventuale documentazione fotografica a supporto.
Conclusione
La dichiarazione di rispondenza rappresenta uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza, la regolarità e il valore di un immobile. In assenza di dichiarazione di conformità, è l’unico documento che consente di regolarizzare impianti datati e accedere senza rischi a pratiche edilizie, vendite o locazioni. Per i professionisti del settore tecnico, conoscere le regole di rilascio e le responsabilità connesse alla DiRi è oggi una competenza imprescindibile per operare in conformità normativa e tutelare i propri clienti.
FAQ sulla dichiarazione di rispondenza
È valida per tutti gli impianti?
Sì, per impianti elettrici, gas, idrici, termici e canne fumarie, purché installati tra il 1990 e il 2008.
Cosa sostituisce la DiRi per impianti antecedenti al 1990?
Per impianti realizzati prima del 13 marzo 1990 la DiRi non è prevista. In questi casi si può redigere una dichiarazione sostitutiva o una relazione tecnica con valore solo privato.
Cos’è l’attestazione di rispondenza?
È un termine improprio per indicare la DiRi. Il D.M. 37/2008 non riconosce formalmente l’attestazione di rispondenza come documento distinto.
Ha una scadenza nel tempo?
No, ma perde validità se l’impianto viene modificato o ampliato senza nuove verifiche e collaudi.
Dove si trova il modulo ufficiale?
Il modulo DiRi è scaricabile dai siti dei Comuni o delle Camere di Commercio e deve essere compilato dal tecnico incaricato.



