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Bonus stufe e caldaie a biomassa: cosa cambia dal 3 agosto

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 6 min
Stufa

Dal 3 agosto 2026 cambiano i criteri di accesso agli incentivi per stufe, caldaie, termocamini e caminetti a biomassa. Con la piena operatività del D.Lgs. 9 gennaio 2026, n. 5 — che recepisce la Direttiva UE 2023/2413 (RED III) e modifica il D.Lgs. 199/2021 — chi sostituisce una caldaia a gas con un generatore a biomassa perde ogni agevolazione: niente detrazione fiscale, niente Conto Termico, niente contributi regionali.

Il bonus stufe biomassa sopravvive solo nella logica "tipo su tipo" e con requisiti tecnici molto più stringenti. Per il professionista che assiste i clienti negli adempimenti fiscali ed edilizi, questo significa rivedere ogni progetto di sostituzione impianto avviato a cavallo della scadenza.



Cosa cambia dal 3 agosto 2026 per il bonus stufe e caldaie a biomassa?


Dal 3 agosto 2026 la sostituzione di una caldaia a gas o GPL con un generatore a biomassa (stufa a pellet, stufa a legna, termocamino, caminetto) esce dal perimetro delle agevolazioni. Non è più possibile accedere né alla detrazione IRPEF, né al Conto Termico, né ai bandi regionali e comunali per questo specifico intervento.

Fino al 2 agosto 2026 il meccanismo era lineare: si dismetteva il generatore a metano, si installava un impianto a biomassa e l'intervento rientrava nel risparmio energetico, con detrazione del 50% per l'abitazione principale o del 36% per gli altri immobili (regime Bonus Casa/Ristrutturazioni o Ecobonus), oppure con il contributo del Conto Termico fino al 65% della spesa. Dal 3 agosto questa strada si chiude. La logica sottostante è il principio dell'uso a cascata della biomassa legnosa, introdotto dal nuovo art. 4-bis del D.Lgs. 199/2021: il legno e i suoi derivati vanno destinati prioritariamente a usi a maggior valore aggiunto (prodotti in legno, prolungamento del ciclo di vita, riutilizzo, riciclo) e solo in via residuale alla combustione per fini energetici. Gli incentivi seguono questa gerarchia.

Per il professionista tecnico il punto operativo è la data di avvio dell'intervento: le nuove disposizioni si applicano a tutti gli interventi avviati dal 3 agosto 2026. La corretta datazione e documentazione dell'avvio lavori diventa quindi un elemento dirimente per stabilire quale regime si applica.


La gestione documentale della pratica, dalla datazione dell'avvio lavori all'invio delle comunicazioni, è il punto in cui un cliente rischia di perdere il diritto all'agevolazione. Diventare Centro Raccolta CAF Agefis ti permette di seguire il cliente su tutta la filiera degli adempimenti fiscali legati ai bonus edilizi, non solo sulla parte tecnica. Scopri come diventare Centro Raccolta CAF Agefis



Quali sostituzioni restano incentivabili con la RED III?


Restano agevolabili due sole casistiche in ambito biomassa: la sostituzione "biomassa con biomassa" della stessa categoria e la dismissione di vecchi impianti a carbone o gasolio. In entrambi i casi valgono i nuovi requisiti tecnici. Restano invece pienamente incentivate pompe di calore, sistemi ibridi certificati "factory made" e solare termico.


Sostituzione "tipo su tipo" (biomassa → biomassa)


Chi possiede già una stufa o una caldaia a legna o pellet e la sostituisce con un modello più efficiente della stessa categoria mantiene l'accesso all'agevolazione, a condizione che il nuovo generatore rispetti i requisiti ambientali rafforzati (vedi sezione dedicata).


Dismissione di impianti a combustibili fossili più inquinanti


È incentivabile anche la sostituzione di vecchi impianti a carbone o gasolio con un generatore a biomassa. Si tratta di un intervento di efficientamento coerente con l'obiettivo di riduzione delle emissioni.


La deroga per gas e GPL: la porta stretta dell'1 mg/Nm³


Per chi sostituisce un generatore a GPL o gas naturale con un impianto a biomassa la deroga esiste ma è molto selettiva: l'incentivo passa solo se il nuovo apparecchio non supera 1 mg/Nm³ di emissioni di particolato primario, un valore che di fatto ammette solo gli apparecchi di fascia tecnologica più alta.


Cosa resta pienamente incentivato: pompe di calore, ibridi e solare termico


Per pompe di calore elettriche, sistemi ibridi certificati "factory made" (unità uniche che integrano caldaia a condensazione in classe A e pompa di calore) e impianti solari termici continuano a valere Ecobonus al 50% (36% per le seconde case), Bonus Ristrutturazione e Conto Termico 3.0, con rimborso diretto fino al 65% della spesa. È qui che si sposta il baricentro degli incentivi: dalla combustione domestica all'elettrificazione.


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Quali requisiti tecnici deve avere la caldaia a biomassa per l'incentivo 2026?


Per mantenere l'accesso alle agevolazioni nelle casistiche ammesse, il nuovo generatore a biomassa deve rispettare requisiti su certificazione ambientale, rendimento, accumulo termico ed emissioni. Sono soglie sensibilmente più severe rispetto al regime precedente, dove era sufficiente la certificazione a quattro stelle e non era imposto un accumulo così capiente.


Checklist dei requisiti per l'agevolazione (dal 3 agosto 2026)

  • Certificazione a 5 stelle: il generatore deve possedere la massima certificazione ambientale prevista dal DM 186/2017 (in precedenza era ammessa anche la 4 stelle).

  • Rendimento termico utile ≥ 87%: soglia minima per le nuove caldaie a biomassa.

  • Accumulo termico ≥ 20 dm³ per ogni kW di potenza installata: requisito prima non richiesto in questa misura.

  • Emissioni di particolato primario ≤ 1 mg/Nm³: obbligatorio nei casi di deroga per il superamento di gas o GPL.

  • Pellet certificato ENplus A1: solo la classe di qualità massima è ammessa; è obbligatorio conservare le fatture d'acquisto dei sacchetti per i controlli fiscali e di manutenzione.


Attenzione ai controlli e alle sanzioni

In caso di controllo, l'uso di pellet non certificato ENplus A1 o la mancata conservazione delle fatture comporta la perdita dell'incentivo e può far scattare le multe previste dai regolamenti regionali sulla qualità dell'aria. La verifica documentale non è un adempimento formale: è la condizione di tenuta dell'agevolazione nel tempo.



Bonus stufe biomassa 2026: la tabella di confronto prima e dopo il 3 agosto


Di seguito il quadro sintetico delle differenze tra il regime valido fino al 2 agosto 2026 e quello in vigore dal 3 agosto 2026.


Intervento / Requisito

Fino al 2 agosto 2026

Dal 3 agosto 2026

Sostituzione gas → stufa/termostufa/termocamino/caminetto

Incentivabile

Incentivo escluso

Sostituzione biomassa → biomassa (stessa tipologia)

Incentivabile

Incentivabile, con certificazione ambientale

Sostituzione GPL o gas naturale → biomassa

Incentivabile

Solo se particolato primario ≤ 1 mg/Nm³

Requisito certificazione caldaie a biomassa

Nessuna soglia stelle specifica

Certificazione 5 stelle obbligatoria (DM 186/2017)

Rendimento termico utile

Non inferiore all'87%

Accumulo termico

Almeno 20 dm³/kW installato

Tipologia pellet

Nessun vincolo di classe

Solo ENplus A1, con conservazione fatture

Pompe di calore, ibridi factory made, solare termico

Incentivabile

Incentivabili (Ecobonus 50%/36%, Conto Termico 3.0 fino al 65%)



Domande frequenti sul bonus stufe e caldaie a biomassa 2026 (FAQ)


Si può ancora ottenere il bonus per una stufa a pellet dopo il 3 agosto 2026?


No, se si sostituisce una caldaia a gas o GPL con una stufa a pellet: l'intervento perde ogni agevolazione. Sì, se si sostituisce un preesistente impianto a biomassa con uno più efficiente della stessa categoria, oppure un vecchio impianto a carbone o gasolio, rispettando i nuovi requisiti tecnici (5 stelle, rendimento ≥ 87%, accumulo ≥ 20 dm³/kW).


Da quando si applicano le nuove regole sul bonus biomassa?


Le nuove disposizioni si applicano agli interventi avviati dal 3 agosto 2026. Il riferimento normativo è il D.Lgs. 9 gennaio 2026, n. 5, in vigore dal 4 febbraio 2026, che recepisce la Direttiva UE 2023/2413 (RED III) e modifica il D.Lgs. 199/2021. La corretta datazione dell'avvio lavori determina il regime applicabile.


Il passaggio da gas a pompa di calore è ancora incentivato?


Sì. Pompe di calore elettriche, sistemi ibridi certificati "factory made" e solare termico restano pienamente incentivati con Ecobonus al 50% per l'abitazione principale (36% per gli altri immobili), Bonus Ristrutturazione e Conto Termico 3.0, con rimborso diretto fino al 65% della spesa.


Che pellet si deve usare per non perdere l'agevolazione?


Solo pellet certificato in classe di qualità ENplus A1, la massima disponibile sul mercato. Il proprietario è obbligato a conservare le fatture d'acquisto dei sacchetti: in caso di controllo, l'assenza di certificazione o documentazione comporta la perdita dell'incentivo e possibili sanzioni previste dai regolamenti regionali sull'aria.


Esistono deroghe per aziende agricole o forestali?


Sì. È prevista una deroga per aziende agricole e forestali situate in aree non servite dalla rete del gas, che possono accedere agli incentivi solo se i nuovi impianti garantiscono una riduzione delle emissioni di almeno il 50%. È una casistica di nicchia ma rilevante in ambito rurale.



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