Il praticante in studio e il contratto di apprendistato

Oggi Il Sole 24 Ore del Lunedì pubblica un contributo del tesoriere Agefis Gianni Marchetti sull’apprendistato di alta formazione come alternativa al tirocinio ordinario per i praticanti di studio.
Oggi Il Sole 24 Ore del Lunedì pubblica un articolo a firma di Gianni Marchetti, Consulente del Lavoro e tesoriere Agefis, dedicato a uno strumento poco frequentato dagli studi professionali: il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca previsto dall’articolo 45 del decreto legislativo 81/2015 (Jobs act) come alternativa al tirocinio ordinario per il praticante. Nell’articolo trova spazio anche un dato della rilevazione promossa da Agefis sugli studi dei geometri: solo il 13% degli studi ha almeno un dipendente.
I punti salienti dell’articolo sull'apprendistato di alta formazione
Marchetti parte da una constatazione: la norma, tra le possibili opzioni di utilizzo dell'apprendistato di alta formazione, indica anche il praticantato necessario ad accedere alle professioni ordinistiche — quindi avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, geometri e le altre categorie con tirocinio obbligatorio. Lo strumento esiste dal 2015 ma è poco usato, perché la strada del tirocinio ordinario è più semplice: non è un rapporto di lavoro, non prevede retribuzione ma solo un rimborso spese forfettario, dopo i primi sei mesi, concordato tra le parti fino a circa 600 euro al mese.
I passaggi che l’articolo mette a fuoco:
Chi si può assumere. Giovani tra i 18 e i 29 anni con il titolo richiesto per iscriversi al registro dei praticanti, con un contratto di lavoro subordinato che il CCNL degli studi professionali prevede fino al livello 3S.
Il protocollo formativo. Il contratto si accompagna a un protocollo siglato con l’Ordine di appartenenza, che stabilisce durata e modalità della formazione a carico del datore di lavoro.
La durata. Minimo sei mesi; il massimo dipende dal tempo necessario per l’attestato di compiuta pratica richiesto per l’esame di Stato, di norma non oltre 18 mesi.
La retribuzione. Una percentuale della tabellare del livello di inquadramento — 40% nei primi 12 mesi, 50% fino al ventiquattresimo, 60% dopo — con le ore di formazione già comprese.
Il costo a confronto. Su 18 mesi, per un praticante di livello 3S, l’apprendistato costa circa 17.460 euro contro i 7.200 del tirocinio ordinario. In regime ordinario la deduzione riduce il divario: con aliquota marginale al 33% la differenza effettiva scende a circa 6.880 euro, con il 43% a circa 5.850.
Il nodo del forfettario. Le spese non si deducono e resta il limite dei 20.000 euro di costo lordo del lavoro dipendente, oltre il quale dall’anno successivo si esce dal regime (legge 190/2014, articolo 1, comma 54).
La conclusione dell’articolo è netta: per chi deve solo formare un praticante, il tirocinio ordinario resta la scelta più semplice e meno costosa; l’apprendistato di alta formazione diventa invece interessante per trattenere i talenti con una prospettiva di lungo periodo.
Il collegamento con l’indagine Agefis sugli studi dei geometri
Nell’articolo il dato sulla dimensione degli studi non è un’illustrazione generica: è il risultato della rilevazione «Lo studio del geometra: dipendenti, collaboratori e organizzazione del lavoro», promossa da Agefis e già anticipata lo scorso settembre dal Sole 24 Ore. Gli studi professionali hanno in genere pochi dipendenti o nessuno — e proprio per questo beneficiano della riduzione contributiva prevista per i datori di lavoro con al massimo nove dipendenti. Chi non ha mai assunto deve però organizzarsi per buste paga e comunicazioni, di solito con un consulente del lavoro.
I risultati completi dell’indagine, con i dati su forme contrattuali, ostacoli all’assunzione e presenza dei praticanti negli studi, sono disponibili qui: Lo studio del geometra: il lavoro dipendente è l’eccezione, la collaborazione tra professionisti è la regola.
Il dato sul 13% racconta una cosa sola: per la maggior parte degli studi tecnici assumere è un terreno nuovo. Agefis, attraverso il provider GruppoPiù, mette a disposizione un servizio dedicato di paghe e consulenza del lavoro. Scopri il servizio
Il calcolatore del costo di un dipendente per lo studio del geometra
I numeri pubblicati sul Sole fotografano un caso specifico: un praticante di livello 3S per 18 mesi. Nel singolo studio le variabili cambiano — livello, durata, regime fiscale, presenza di altro personale — e la domanda che resta è sempre la stessa: quanto costa davvero assumere un dipendente nello studio tecnico, e conviene di più un apprendista o un collaboratore a partita IVA?
Per rispondere con i numeri del proprio studio, Agefis e GruppoPiù mettono a disposizione un calcolatore del costo del lavoro per lo studio del geometra, che confronta le tre soluzioni: dipendente, apprendista, partita IVA.
Cosa fa lo strumento:
usa il CCNL Studi professionali Confprofessioni, che si applica anche agli studi dei geometri;
mostra il costo annuo per lo studio, il lordo e il netto del dipendente, voce per voce;
include un test sulla collaborazione a partita IVA, che verifica se il rapporto rischia di essere considerato lavoro dipendente in caso di controllo;
propone un confronto a parità di budget, che mostra quanto resta effettivamente in tasca alla persona con ciascuna soluzione.
È uno strumento del servizio Paghe e Consulenza del Lavoro di GruppoPiù, in convenzione Agefis. I risultati sono indicativi: un consulente del lavoro li verifica sulla situazione reale dello studio, dove entrano in gioco l’inquadramento effettivo, il regime fiscale e la composizione dell’organico. Prova il calcolatore del costo di un dipendente per lo studio del geometra
Scarica l’articolo
L’articolo integrale pubblicato oggi su Il Sole 24 Ore del Lunedì è disponibile in allegato a questo post, insieme ai materiali dell’indagine Agefis.
Cosa puoi fare ora
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