Regime forfetario 2027: la soglia per la flat tax 15% sale a 100.000 euro

Il regime forfetario 2027 cambia soglia: il disegno di legge di Bilancio 2027 approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026 porta da 85.000 a 100.000 euro il limite di ricavi e compensi per applicare l’imposta sostitutiva del 15%, lasciando però a 85.000 euro il limite per l’esenzione IVA, in attesa dell’autorizzazione dell’Unione europea. Per il geometra con partita IVA individuale significa una cosa precisa: nella fascia tra 85.000 e 100.000 euro si potrà restare forfetari ai fini delle imposte sui redditi pur essendo soggetti a IVA. La misura deve ancora affrontare l’esame parlamentare.
Come funziona oggi la soglia di 85.000 euro del regime forfetario
La norma in vigore è quella della Legge di Bilancio 2023, che ha innalzato da 65.000 a 85.000 euro il limite di ricavi o compensi per accedere al regime forfetario. Il regime è riservato alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni in forma individuale e prevede un’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività in presenza di specifici requisiti.
Il reddito imponibile si determina applicando ai ricavi o compensi un coefficiente di redditività differenziato in base all’attività esercitata, con deduzione dei contributi previdenziali obbligatori.
Le tre conseguenze del superamento della soglia oggi in vigore
La Legge di Bilancio 2023 distingue tre scenari:
fino a 85.000 euro di ricavi o compensi: il contribuente può continuare ad applicare il regime forfetario anche nell’anno successivo;
oltre 85.000 euro e fino a 100.000 euro: il regime resta applicabile nell’anno in corso, ma cessa dall’anno successivo;
oltre 100.000 euro: l’uscita dal regime è immediata, con applicazione dell’IVA a partire dall’operazione che determina il superamento della soglia e assoggettamento del reddito alle imposte ordinarie per l’intero anno.
L’accesso e la permanenza nel regime restano comunque subordinati al rispetto degli altri requisiti di legge, tra cui i limiti alle spese per il personale e l’assenza delle cause di esclusione.
Il punto critico non è la soglia in sé, ma il monitoraggio durante l’anno: sapere in quale dei tre scenari si sta ricadendo richiede un controllo costante dei compensi incassati e delle spese per il personale. Con Professionista Plus, il servizio di gestione contabile di GruppoPiù in convenzione per i soci Agefis, il monitoraggio delle soglie e degli adempimenti è gestito dallo studio insieme a te: scopri come funziona.
Regime forfetario 2027: cosa cambia per geometri e professionisti tecnici con partita IVA
Con la Manovra 2027 il Governo propone di innalzare a 100.000 euro il limite di ricavi o compensi per l’applicazione della flat tax ai fini delle imposte sui redditi. Se la disposizione sarà confermata dal Parlamento, i lavoratori autonomi con compensi compresi tra 85.000 e 100.000 euro potranno beneficiare dell’imposta sostitutiva del 15%, o del 5% quando ne ricorrono i requisiti, fermo restando il rispetto delle altre condizioni previste dalla legge.
La modifica consentirebbe quindi di mantenere la tassazione agevolata anche nella fascia di compensi che, secondo le regole attuali, determina l’uscita dal regime a partire dall’anno successivo. La platea dei professionisti tecnici interessati è esplicitamente indicata nel provvedimento: architetti, ingegneri, geometri e altri titolari di partita IVA.
Cosa resta invariato nel passaggio da 85.000 a 100.000 euro
L’innalzamento riguarda solo il limite di ricavi e compensi ai fini delle imposte sui redditi. Non modifica la natura del regime (persone fisiche, forma individuale), né il meccanismo di determinazione del reddito tramite coefficiente di redditività, né gli altri requisiti di accesso e permanenza, inclusi i limiti alle spese per il personale e le cause di esclusione.
Perché l’esenzione IVA resta ferma a 85.000 euro
L’esenzione IVA resta a 85.000 euro perché la disciplina europea sulla franchigia IVA per le piccole imprese prevede un limite massimo di 85.000 euro di volume d’affari nazionale. Un innalzamento della soglia italiana per l’esenzione richiede quindi l’autorizzazione dell’Unione europea, che allo stato non è ancora intervenuta.
La conseguenza è la separazione tra trattamento ai fini delle imposte sui redditi e trattamento ai fini IVA: per i professionisti con compensi superiori a 85.000 euro e fino a 100.000 euro si prospetta la possibilità di continuare ad applicare la tassazione forfetaria sui redditi, pur essendo soggetti all’IVA.
Il doppio regime: cosa non è ancora definito
Le modalità operative di questo doppio regime — comprese quelle relative all’applicazione dell’imposta e ai conseguenti adempimenti — dovranno essere chiarite dal testo normativo. Allo stato attuale il disegno di legge fissa le due soglie ma non disciplina come si combinano in concreto per chi si colloca nella fascia intermedia.
Per il professionista tecnico che nel 2026 si avvicina agli 85.000 euro di compensi, questo significa che la decisione sul proprio assetto fiscale per il 2027 non può basarsi solo sull’annuncio della nuova soglia: va attesa la versione definitiva del testo dopo l’esame parlamentare.
Se i tuoi compensi si stanno avvicinando alla fascia tra 85.000 e 100.000 euro, il passaggio a un regime con IVA applicata comporta nuovi adempimenti: registri, liquidazioni periodiche, fatturazione con imposta. Il servizio di gestione contabile Professionista Plus di GruppoPiù, in convenzione per i soci Agefis, segue questa transizione dall’inquadramento agli adempimenti annuali — richiedi un preventivo gratuito.
Checklist operativa per il professionista tecnico
Sulla base di quanto previsto dal disegno di legge e dalla normativa oggi in vigore:
verifica il totale dei ricavi e compensi incassati nel 2026 e la tua collocazione rispetto alle soglie di 85.000 e 100.000 euro;
se sei nella fascia tra 85.000 e 100.000 euro, ricorda che con le regole attuali il regime cessa dall’anno successivo: la nuova soglia non è ancora legge;
se superi i 100.000 euro, l’uscita è immediata, con IVA dall’operazione che determina il superamento e imposte ordinarie sull’intero anno;
controlla il rispetto degli altri requisiti, in particolare i limiti alle spese per il personale e l’assenza di cause di esclusione;
monitora l’iter parlamentare del disegno di legge di Bilancio 2027: la soglia a 100.000 euro è una proposta, non una norma vigente.
Domande frequenti sul regime forfetario 2027
La soglia di 100.000 euro del regime forfetario è già in vigore?
No. È una previsione del disegno di legge di Bilancio 2027 approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026. La misura deve affrontare l’esame parlamentare.
Nel 2027 un geometra con 95.000 euro di compensi resta nel regime forfetario?
Se la disposizione sarà confermata dal Parlamento, potrà applicare l’imposta sostitutiva del 15% — o del 5% quando ne ricorrono i requisiti — ai fini delle imposte sui redditi, fermo restando il rispetto delle altre condizioni di legge. Sarà però soggetto a IVA, perché il limite per l’esenzione resta fissato a 85.000 euro.
Perché il limite per l’esenzione IVA non sale anch’esso a 100.000 euro?
Perché la disciplina europea sulla franchigia IVA per le piccole imprese prevede un limite massimo di 85.000 euro di volume d’affari nazionale. Innalzare la soglia italiana richiede l’autorizzazione dell’Unione europea.
Cosa succede oggi se supero i 100.000 euro di compensi?
L’uscita dal regime è immediata: si applica l’IVA a partire dall’operazione che determina il superamento della soglia e il reddito è assoggettato alle imposte ordinarie per l’intero anno.
Come si determina il reddito imponibile nel regime forfetario?
Applicando ai ricavi o compensi un coefficiente di redditività differenziato in base all’attività esercitata, con deduzione dei contributi previdenziali obbligatori.
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